“LA CHITARRA FA PIANGERE I SOGNI”

Lo ha scritto Garcia Lorca ed io da piccolo sognavo, anche ad occhi aperti, di poterla un giorno suonare. E così è stato.
Iniziai a studiarla a 11 anni, dopo aver visto e ascoltato in TV Franco Cerri. A 14 anni avevo già deciso che sarei diventato un chitarrista di musica jazz e non perdevo un solo concerto, in particolare Umbria Jazz e Ravenna Jazz, le località a me più vicine.
In più mi nutrivo della musica degli Area, i Pfm, Pino Daniele ed ebbi una forte passione per Carlos Santana.Consumai molti dischi, in particolare quelli di Wes Montgomery, Joe Pass, Gorge Benson, Jim Hall. E infine un amore devastante per Django Reinhardt e la sua palpitante musica Manouche.
Ancora oggi mi chiedo come un chitarrista, che poteva utilizzare solo l’indice e il medio della mano sinistra perché devastata da un incendio, potesse arrivare a tali vette di ispirazione e di tecnica.
Poi gli intensi studi con insegnanti di livello internazionale (in primis Tomaso Lama) mi hanno donato altro entusiasmo e affinato la mia tecnica fino a partecipare a importanti concerti in Club e Rassegne Jazz fra cui :Fano Jazz , Viterbo Jazz , Pesaro Jazz , Umbria Jazz , Elba Jazz Contest, Comacchio Jazz Festival , Jazzentatico Festival , Pieve Classica teatro Papini ecc. Vivo di continua ricerca per scoprire nuovi linguaggi, e questo mi fa provare la rinnovata sensazione del ripetersi dello stupore iniziale. Comunicare con la musica, questo è per me la chitarra, questo per me è il Jazz e la musica Manouche.

Per vivere appieno la musica Manouche non basta una chitarra,
bisogna viverci dentro e quando mi sveglio dico sempre “Good Morning Django!”